Dedicato un po' a me e un po' a quelle che so che passando di qua, dopo aver letto questo post, ridacchieranno compiaciute ;)

Un inchino profondo a Blimunda che ha scritto questo piccolo tesoro.

"Ridacchio sommessamente leggendo questo post di Pippa, riconoscendomi in ogni riga.

Perché nonostante il super lavoro, la bimba, la cronica mancanza di tempo, la vita a Segrate dove i negozi non esistono, sono riuscita, anche quest’anno, a inanellare una serie di danni da shopping a forma di scarpa di proporzioni bibliche. Anche perché, non ho ancora capito dove sbaglio, ma a differenza dell’esimia Dottoressa a me le scarpe non le regalano, e quindi non mi resta che dare fondo alla Visa.
Ora, sorvoliamo sulle gratificazioni immediate da post parto (”Ho portato in giro una pancia da balena spiaggiata per mesi, il cesareo, i punti, l’ospedale, l’allattamento, le notti in bianco, i baby blues, vuoi non farmi comprare almeno un paio di scarpe?”) e concentriamoci solo sugli ultimi mesi. Ok, sono riuscita a comprare un paio di sandali tricolore crema, arancio e cacao in dieci minuti, fra un appuntamento e l’altro. Un paio di Louboutin su Net à Porter perché lavoravo troppo per uscire a fare shopping e mi sentivo frustrata. Tre paia (TRE!) di scarpe durante i saldi (infradito bianco Prada, sandalo nero Pedro Garcia, ballerine Geox ché d’autunno signora mia vanno su tutto. Come se non sapessi che fine faranno, le ballerine) in 28 minuti scarsi in cui il mio compagno ha portato Beatrice a fare una passeggiatina sul lungomare.
Infine oggi, un paio di Prada nere in vernice sempre per l’autunno che non si sa mai.

Ora, so cosa state pensando. Questa persona è malata, dite. Bisognerebbe aiutarla. Magari avete anche ragione.

06/10/2008

cogito ergo sclero

vintage micMomento di schifo e fastidio con il jazz, o forse per meglio dire con la mia voce, i miei sogni e la musica in generale.
Oggi avrei avuto la tentazione di prendere microfono, mixer e spartiti e buttare tutto nel cesso senza neanche curarmi di tirare l'acqua e di dedicare la mia voce in futuro al massimo per ordinare la pizza al telefono.
Niente di nuovo sotto al sole, di momenti di sclero simili ne ho già avuti e tutto sommato penso ne avrò ancora in futuro.
Tuttavia sono momenti in cui, nonostante l'incazzatura e lo sconforto, uno si mette a riflettere.
Mi sono messa a pensare se ha un senso che mi dedichi completamente alla musica, se veramente ho qualcosa da dare alla gente quando canto.
Mi sono messa a pensare a cos'altro potrei fare nella vita che mi dia tante frustrazioni quanto tante soddisfazioni e gioia.
Mi sono messa a pensare a cosa mi direbbero i miei se fossero qui in questo momento davanti ad una figlia che ha intenzione di giocarsela tutta solo sulla sua voce, su se stessa e su una passione che mi ha contraddistinto da quando avevo 5 anni.
Mi sono messa a pensare a tanti aspetti, come spesso mi accade ultimamente.
E poi, in momenti come questi in cui vedo tutto in sfumature di grigio arriva un commento ad un video messo su youtube.
Una registrazione vecchia che oggi ascolto con un po' di tenerezza e imbarazzo sentendo tutte le incertezze e gli errori che in parte ho superato ed in parte non ancora.
Un commento da uno/a sconosciuto/a che ascoltandola ha provato qualcosa tanto da volermelo scrivere.
E allora ho pensato.
Ho pensato che forse, ognitanto, penso troppo.


foto © by: the injiury
02/10/2008

moka per uno

I sogni hanno un potere che spesso ci lascia interdetti.
Sono capaci di tirare fuori sensazioni ed emozioni che eravamo sicuri di aver seppellito nella soffitta della nostra mente e della nostra anima, le tirano fuori da vecchi bauli di cui si pensava di aver buttato via la chiave e te le sbattono in faccia senza neanche prendersi la cura di spolverarli un minimo.
Ed è così che dei sogni fatti due giorni fa ancora mi ronzano in testa e mi rendono a tratti inquieta e a tratti malinconica.
Quasi non ricordo più cosa esattamente ho sognato ma ricordo molto bene i soggetti e le sensazioni provate e in alcuni momenti quasi provo rabbia per questo tiro mancino così ben assestatomi.
E vago nei meandri di ricordi, sensazioni a fior di pelle, rancori e sorrisi borbottando e ribollendo fra me e me come un moka ... e come il caffè ciò che ne viene fuori è un qualcosa dal sapore amaro.
Uffi.